Fallacia aneddotica
Altro nome: Prova aneddotica
In inglese: Anecdotal fallacy
Fallacia logica
La fallacia aneddotica consiste nell’usare una storia personale o pochi esempi come prova di un’affermazione generale, ignorando il quadro più ampio dei dati. Un solo caso vivido può sembrare più convincente delle statistiche, soprattutto su temi carichi di emozioni come la salute, anche quando si tratta di un caso insolito.
Nella vita quotidiana
Marco insiste che fumare non fa male perché suo nonno fumava tutti i giorni ed è arrivato a 95 anni.
Tua cugina dice che una certa marca di auto è da buttare perché la sua si è guastata due volte, così la cancelli dalla tua lista, anche se nei grandi sondaggi tra i proprietari ottiene i voti migliori per l’affidabilità.
Perché la tua mente lo fa
I nostri antenati sono sopravvissuti cogliendo gli schemi al volo: un fruscio nell’erba poteva voler dire un predatore, e le nuvole scure annunciavano pioggia. Riempire i vuoti con una storia plausibile ci permette di agire anche con poche informazioni, invece di restare paralizzati. Un cervello che a volte vede uno schema che non c’è perde meno di uno che si lascia sfuggire una minaccia reale.
La sua famiglia, in 30 secondi: Storie e schemi
Come accorgersene
Fai caso a quando le tue prove cominciano con «Conosco uno che…» o «A me è successo…».
Come difendersi
Chiediti cosa dicono i dati più ampi, e considera una singola storia un motivo per approfondire, mai una prova.